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L'UE promette un'app anti-coronavirus transfrontaliera

Delle app di tracciamento per il monitoraggio delle catene di infezione sono disponibili ormai in diversi paesi europei, ma secondo i desideri delle istituzioni UE in futuro dovrebbero funzionare anche oltre confine.

Le app di tracciamento dei contatti sono considerate una tecnologia chiave per combattere la pandemia da COVID19.

Delle app di tracciamento per il monitoraggio delle catene di infezione sono disponibili ormai in diversi paesi europei, ma secondo i desideri delle istituzioni UE in futuro  dovrebbero funzionare anche oltre confine.
Le app di tracciamento dei contatti sono considerate una tecnologia chiave per combattere la pandemia da COVID19. Le app registrano chi è vicino ai loro utenti. Se qualcuno segnala successivamente di essere infetto, tutte le persone di contatto dovrebbero ricevere una notifica.
Gli esperti hanno commentato positivamente che dopo un'intensa discussione è stato prevalentemente scelto un approccio in cui i dati dell'utente sono memorizzati in modo decentralizzato sullo smartphone. Ciò garantisce potenzialmente la compatibilità con altre app di tracciamento europee che seguono lo stesso principio.
La Commissione europea ora si impegna a creare i prerequisiti tecnici per l'interoperabilità delle app funzionanti in modo decentralizzato affinché funzionino anche oltre confine. Il commissario francese Thierry Breton, responsabile per la politica digitale, ha dichiarato: "Soprattutto nell'avvicinarsi della stagione dei viaggi, è necessario garantire che gli europei possano utilizzare l'app del proprio paese in qualsiasi parte dell'UE."
 Il commissario, purtroppo, non è stato però in grado di convincere il proprio paese a optare per tale  approccio più uniforme. In Francia i dati vengono infatti archiviati centralmente. Ciò significa che questa applicazione non è compatibile con le app decentralizzate. Per garantire il tracciamento, diventa quindi necessario scaricare anche la variante nazionale.
In una propria pubblicazione (cep Adhoc n.4 del 21 aprile 2020) aveva già messo in luce il contesto giuridico europeo relative alle questioni legate alla protezione dei dati delle app di tracciamento ed ha evidenziato la necessità del consenso volontario degli utenti.  Il consenso deve essere "rilasciato dall’utente", motivo per cui gli Stati membri non possono rendere l'uso delle app un requisito di tipo obbligatorio. Ora con un cepBriefing (nr.10), attualmente disponibile solo in lingua tedesca, si torna sull’argomento mostrando l’attuale situazione europea di diffusione di tale strumento di monitoraggio.