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Il coordinamento UE sulle restrizioni agli spostamenti

Alcuni Stati membri dell'UE hanno reintrodotto delle restrizioni agli spostamenti a causa della pandemia da COVID 19.

Come già in primavera, gli Stati membri dell'UE stanno utilizzando dati e analisi nazionali per valutare la situazione epidemiologica per le restrizioni all'ingresso e le misure di quarantena. La situazione è peggiorata quando l'Ungheria ha imposto il divieto d'ingresso il 1° settembre scorso. In linea di principio, solo i cittadini ungheresi e le persone equiparate al loro status possono ora entrare nel Paese.
Tuttavia, sono previste delle eccezioni per i viaggiatori provenienti da Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca. Di conseguenza, la situazione attuale è costituita da un mosaico di norme che limitano la libera circolazione dei cittadini dell'UE.

Per un approccio comune si era espressa la Presidenza tedesca del Consiglio dell'UE, da ultimo con un documento di discussione che è stato presentato come proposta base alla riunione degli ambasciatori dell'UE nel Comitato dei Rappresentanti Permanenti (Coreper) del 2 settembre 2020. Il risultato dell'incontro è stato che "esiste un interesse comune ad un più stretto coordinamento nell'UE".
Anche la Commissione UE si sta quindi adoperando per un migliore coordinamento tra gli Stati membri in materia di restrizioni agli spostamenti. Per tale motivo ha presentato il 4 Settembre 2020 una proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO su un approccio coordinato alla restrizione della libera circolazione in risposta alla pandemia da Covid-19 (COM (2020) 499).

 Essa, in particolare, si concentra su quattro elementi chiave:
- criteri e soglie comuni per gli Stati membri come base per le decisioni sull'introduzione di restrizioni di viaggio;
- Mappatura basata su criteri comuni e utilizzando dei codici colore concordati;
- quadro comune per le misure applicabili ai viaggiatori provenienti dalle “aree a rischio”;
- informazione chiara e tempestiva del pubblico sulle restrizioni;

Resta comunque aperta la questione se la proposta della Commissione sarà adottata e attuata dagli Stati membri.
L'argomento all’ordine del giorno anche della riunione dell'organismo responsabile della risposta dell'UE alle crisi IPCR, di lunedì 7 settembre.
Nell'aprile 2020 il cep aveva già esaminato in un "cepInput" dedicato, in particolare, ai lavoratori transfrontalieri, gli spazi di intervento degli Stati membri per la limitazione della libera circolazione delle persone al fine di proteggere la salute pubblica, ed aveva, in effetti, chiesto un maggiore coordinamento tra gli Stati dell'UE.