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Von der Leyen a tutto campo

Ora è tempo di darsi concretamente da fare, aveva chiesto la Presidente della Commissione europea ai parlamentari europei riferendosi, in particolare, alle conseguenze, della pandemia. Nel suo discorso sullo Stato dell‘Unione del 16 settembre, non solo ha annunciato un ulteriore rafforzamento degli obiettivi verso la neutralità climatica dell’UE, ma ha invitato anche "a cogliere le opportunità e sfruttare appieno le libertà che in Europa affermiamo".

La rete dei  centri studi “Centres for European Policy Network” commenta così il discorso sullo Stato dell'Unione della Presidente della Commissione UE, Ursula  Von der Leyen:

Il primo discorso della Von der Leyen sullo Stato dell'Unione è stato un intervento a tutto campo, ma con pochi elementi  innovativi.  Sono state ripetute molte priorità già conosciute ed in particolare ci si è concentrati prevalentemente su come impiegare i soldi dello strumento finanziario „Next Generation EU“, mentre appaiono troppo vaghe e neutre le osservazioni sulle riforme da realizzare contestualmente anche da parte di diversi Stati membri.

È da accogliere con favore il fatto che la Presidente Von der  Leyen  attribuisca grande importanza alla digitalizzazione. È inoltre rilevante che la Commissione intenda promuovere e regolamentare adeguatamente i mercati dei dati B2B e le tecnologie strategiche come l'intelligenza artificiale (IA): queste industrie e tecnologie sono cruciali per la futura competitività dell'Europa e la sua capacità di fissazione degli standard.

D'altra parte, l'inasprimento dell'obiettivo dell'UE in materia di cambiamenti climatici di ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, invece del 40%, rappresenta una sfida enorme per i cittadini e le imprese. Gli obiettivi climatici sono facili da fissare, ma soprattutto alla luce della crisi da Covid 19 bisogna fare in modo che ciò non sovraccarichi le imprese europee e le penalizzi rispetto ai concorrenti stranieri.

Per ridurre le emissioni di CO2 nel modo più efficace ed economico possibile, l'applicazione dello scambio di quote di emissione dell'UE al settore dei trasporti e dell'edilizia prevista dalla Commissione UE, è un passo nella giusta direzione. Allo stesso tempo, però, inasprire ulteriormente i limiti di CO2 per auto e camion o addirittura vietare i motori a combustione rappresenta una avventatezza della politica climatica, rischia di distruggere solo posti di lavoro inutilmente e, in ultima analisi, potrebbe risolversi in un hara-kiri economico.

I vari richiami, nuovamente espressi, a favore di un impegno dell’Unione europea per la difesa dello stato di diritto, sia internamente che nelle sue relazioni verso il resto del mondo, purtroppo, non sono ancora accompagnati da passi concreti. Si può solo sperare che la Commissione su questo dimostri presto una rinnovata incisività a conferma dei valori di libertà e democrazia che caratterizzano il modello di civiltà in cui si inserisce il progetto di integrazione europea“, aggiunge Stefano Milia, il direttore del nuovo “Centro Politiche Europee” di Roma.