Archivio delle Pubblicazioni

IN QUESTO ARCHIVIO SONO DISPONIBILI TUTTE LE PUBBLICAZIONI DEL CEP

Le pubblicazioni costituiscono attualmente l’attività principale del team di ricerca di cep.
Esse sono disponibili più frequentemente in lingua inglese e/o tedesca. Diverse anche in lingua italiana e francese.
Nel tempo sono stati definiti i seguenti formati standard:
 
cepAdhoc: Commento puntuale di tematiche politiche di attualità legate all‘Unione europea .
cepAnalisi: Analisi concise di 4 pagine relative a proposte dell'UE (regolamenti, direttive, libri verdi, libri bianchi, comunicazioni) – comprensive di una sintesi e di valutazioni economiche e giuridiche.
cepInput: Contributi alle attuali discussioni sulle politiche dell'UE
cepStudio: Esame approfondito delle proposte politiche dell'UE che impattano maggiormente sull’economia.

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L'Unione Europea vuole ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro la fine di questo decennio (rispetto al 1990). Appena un giorno prima del pacchetto clima dell'UE "Fit for 55", la Francia ha approvato la propria legge sul clima. Questa però prevede una riduzione - solo del 40%.

"Gli obiettivi francesi sono molto al di sotto di quelli dell'UE. Questo rende la legge francese sul clima obsoleta prima ancora di essere applicata", dicono gli esperti della sede di Parigi del Centre for European Policy Network (CEP). Essi hanno confrontato ed analizzato entrambe le leggi in un cepInput.

Che si tratti del principio dell'unanimità, dello stato di diritto o dell'importanza geostrategica, l'Unione europea è a un bivio. Germania, Francia e Italia - sostenute da nuovi trattati bilaterali - vogliono rendere l'UE più capace di agire e riportarla sulla scena internazionale come un attore importante.

Questo cepAdhoc è il risultato di un lavoro comune del Centres for European Policy Network (CEP), il think tank di politica europea con uffici a Berlino, Parigi e Roma. Ricercatori dei tre Paesi hanno analizzato il trattato franco-tedesco di Aquisgrana del 2019 ed il trattato franco-italiano del Quirinale del novembre di quest'anno ed il possibile riflesso degli stessi sul futuro dell’UE.

Che si tratti di salute, lavoro, consumo o media: l'intelligenza artificiale (IA) cambierà la vita di molte persone in vari modi. La Commissione europea vuole quindi stabilire delle regole per proteggere la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali degli utenti messi in relazione con le varie applicazioni di IA. Vuole vietare i sistemi particolarmente pericolosi, mentre gli altri dovrebbero essere soggetti ad obblighi classificati in base al rischio o a codici di condotta volontari. In alcuni casi, non ci sarà invece nessun requisito particolare da rispettare.

Il Centre for European Policy Network (CEP) ha analizzato il progetto di legge di Bruxelles.  

Investire il denaro in modo sostenibile e con la coscienza pulita. Con obbligazioni ecologiche per un totale di 250 miliardi di euro, la Commissione europea vuole finanziare circa un terzo dei fondi per la ripresa dalla crisi del COVID nei prossimi cinque anni. Per tale finalità, sta basandosi attualmente ancora su uno standard di mercato riconosciuto a livello mondiale. Tuttavia, non è veramente pienamente convinta di questo procedere anche per il futuro.

Al fine di creare maggiore chiarezza per gli investitori, la Commissione sta infatti progettando un nuovo standard UE uniforme per i Green Bonds (EuGB). A differenza degli standard attuali del mercato finanziario globale, l’EuGB dovrebbe definire in modo più preciso in quali attività economiche "verdi" possano essere investiti i proventi delle obbligazioni. L'EuGB si baserà inoltre sulla tassonomia verde in vigore nell’UE. Il “Centres for European Policy Network (CEP)” ha analizzato i piani della Commissione oggetto di una apposita proposta di regolamento (COM(2021) 391).

Gli antinfiammatori e gli antipiretici sperimentati da decenni, come il desametasone o il remdesivir, stanno giocando un ruolo importante anche nella lotta contro il Covid. Si è constatato che, ad esempio, riducono la mortalità negli ospedali.

Tutto ciò diventa possibile anche perché molti vecchi brevetti di farmaci stanno scadendo. I farmaci “fuori brevetto” possono, infatti, risultare molto efficaci nel trattamento di malattie completamente diverse. Mentre negli Stati Uniti l'immenso potenziale economico dei cosiddetti farmaci “Off-Patent” è stato sfruttato già da tempo, non solo nella lotta contro il Coronavirus, l'Unione europea su questo è in ritardo.

Gli antinfiammatori e gli antipiretici sperimentati da decenni, come il desametasone o il remdesivir, stanno giocando un ruolo importante anche nella lotta contro il Covid. Si è constatato che, ad esempio, riducono la mortalità negli ospedali.

Tutto ciò diventa possibile anche perché molti vecchi farmaci stanno scadendo. I farmaci “fuori brevetto” possono, infatti, risultare molto efficaci nel trattamento di malattie completamente diverse. Mentre negli Stati Uniti l'immenso potenziale economico dei cosiddetti farmaci “Off-Patent” è stato sfruttato già da tempo, non solo nella lotta contro il Coronavirus, l'Unione europea su questo è in ritardo.

La pubblicazione integrale è disponibile in lingua inglese

Per due settimane, la conferenza sul clima dell'ONU COP26 a Glasgow ha lottato per trovare soluzioni per ridurre le emissioni di gas serra. Mentre la Commissione europea pare trovi poco sostegno per il suo piano di proteggersi unilateralmente dalla concorrenza sleale con una cosiddetta tariffa doganale climatica, il CO2 border adjustment mechanism (CBAM), altri, tra cui in particolare la Germania, allora sostengono l’approccio della creazione di un “club climatico” dei volenterosi. L'obiettivo: il maggior numero possibile di paesi dovrebbe concordare un prezzo minimo per le emissioni di CO2 e poi utilizzare una tariffa frontaliera climatica comune rivolta verso i non membri per proteggere le proprie industrie.

Come parte del suo "Green Deal", l'UE vuole anche impegnare il settore finanziario a dare il suo contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra. Pertanto, la Commissione europea ha presentato quest'estate un piano d'azione. L'obiettivo è quello di rendere il settore finanziario più “sostenibile”.

Carte d'identità, patenti, denaro digitale: secondo la Commissione, gli stati membri dovrebbero introdurre le cosiddette identità digitali europee (EUid). Le applicazioni sugli smartphone, potrebbero così sempre più a sostituirsi non solo all'economia del contante ma anche a quella delle carte nei nostri portafogli, specie dopo la metà del 2023. Ogni Stato membro deve infatti presentare una soluzione tecnica entro quella data. La Commissione ha presentato una corrispondente proposta di regolamento (COM(2021) 281).

Nell'UE, circa novanta milioni di tonnellate di cibo finiscono ogni anno nella spazzatura. Nel quadro della più ampia strategia europea “Farm to Fork” per un ciclo dell’alimentazione più sostenibile anche questo rappresenta un problema da affrontare. In  particolare, si stima che almeno il dieci per cento di questo fenomeno sia dovuto a interpretazioni errate delle date di scadenza riportate sulle confezioni. Spesso i consumatori non comprendono correttamente il significato della data di scadenza rispetto alla data minima di conservazione. La Commissione intende quindi lanciare delle consultazioni sulla datazione degli alimenti confezionati, prima della fine dell'anno. In particolare, Bruxelles propone tre opzioni alternative sulle quali dibattere.